Oli essenziali di lavanda: come distinguerli?

lavanda vari tipi, aromaterapia, aromaterapia oli essenziali

L’olio essenziale di lavanda è uno dei più famosi e utilizzati: ha proprietà antispasmodiche e antisettiche, ed è consigliato contro vari dolori – alla testa, allo stomaco, alle articolazioni e così via.

Inoltre, questo olio essenziale è ottimo per attenuare i malanni di stagione, e disturbi come la tosse e il raffreddore. È calmante, antistress, insomma, un vero e proprio alleato del nostro corpo e anche della nostra mente!

Forse, però, non sapete che esistono più oli essenziali di lavanda. Infatti si adoperano specie vegetali differenti per ricavare tali sostanze: chiaramente tutte appartengono al genere Lavandula, che a sua volta fa parte della famiglia delle Lamiaceae.

Nello specifico, noi ci soffermeremo sugli oli essenziali di Lavandula angustifolia, di Lavandula latifolia e di Lavandula hybrida. Queste tre piante si somigliano nell’aspetto, ma sono leggermente diverse per i principi attivi e per l’azione che svolgono.

L’olio essenziale di Lavandula angustifolia

Quello in oggetto è l’olio essenziale di lavanda più noto, nonché il più diffuso nel campo dell’aromaterapia. L’olio di lavanda per eccellenza, tanto delicato da poter essere impiegato anche per tranquillizzare i bambini che non riescono a dormire e per lenire le irritazioni della loro pelle.

L’olio essenziale di Lavandula angustifolia è contraddistinto da un’elevata percentuale di alcoli ed esteri, il che contribuisce al suo effetto rilassante. Al contrario, la quantità di chetoni è molto bassa: non va oltre l’1%. Per tutte queste ragioni si può usare anche durante l’infanzia, ed è uno dei pochi oli essenziali a cui si applica tale discorso.

La Lavandula angustifolia è un must per curare la cute arrossata, le coliche addominali, le emicranie e i fastidi ai muscoli e alle articolazioni. È benefica per l’apparato digerente, è purificante e in grado di riequilibrare la normale attività dell’intestino. Un’autentica panacea, il cui estratto andrebbe dunque tenuto sempre a portata di mano.

Chi si serve dell’olio essenziale di Lavandula angustifolia ha l’opportunità di combattere l’ansia e la tristezza con un rimedio naturale. Questa sostanza è fonte di serenità, una coccola che ci concediamo al termine delle giornate più dure. Ha una blanda capacità sedativa e aiuta a contrastare i disturbi del sonno: a tale scopo potete semplicemente bagnare un fazzoletto con qualche goccia di olio di lavanda e sistemarlo sul cuscino, oppure riempire l’ambiente con il profumo della pianta tramite un apposito diffusore.

L’olio essenziale di Lavandula latifolia

Passiamo a un altro tipo di olio essenziale di lavanda: quello che si ottiene dalla Lavandula latifolia.

Questa specie botanica si distingue dalla Lavandula angustifolia per le foglie: esse, come suggerisce il nome, sono più larghe nella Lavandula latifolia. Il colore dei fiori è lo stesso, compreso tra il porpora scuro e il viola.

L’olio essenziale di Lavandula latifolia ha un’alta concentrazione di chetoni, e di conseguenza è meno delicato dell’essenza di Lavandula angustifolia. Ci sono controindicazioni nel corso della gravidanza, e sui bambini che non hanno ancora compiuto 6 anni.

Questo olio essenziale è ideale per i problemi dell’apparato muscolo-scheletrico. È espettorante e antinfiammatorio, raccomandato contro i reumatismi, i crampi, le bronchiti e le laringiti. In aggiunta, sono celebri le sue proprietà antimicotiche e cicatrizzanti: perfette in caso di infezioni, acne, ustioni e ferite superficiali.

L’olio di Lavandula latifolia è consigliato anche per il trattamento delle punture di insetto. Pensate che alcuni lo usano addirittura per le punture delle meduse!

L’olio essenziale di Lavandula hybrida

L’olio essenziale di Lavandula hybrida è conosciuto anche come olio essenziale di lavandino. La pianta è diversa dalla lavanda officinale per gli steli, che sono ramificati: ci sono due steli secondari che si dipartono da quello centrale, e sono tutti adornati da fiori tra il viola e il blu.

Questo olio essenziale ha molti chetoni, come quello di Lavandula latifolia, e non è adatto ai più piccoli. È apprezzato in profumeria, ed è anche un eccellente antiparassitario contro pulci, zecche e acari.

L’essenza di Lavandula hybrida è battericida, miorilassante e cicatrizzante. È nemica dei crampi, delle dermatiti, delle piaghe cutanee e delle tendiniti. È, poi, antistress e calmante, anche se il suo aroma è meno intenso rispetto a quello della lavanda officinale.

Come si utilizzano gli oli essenziali di lavanda

Sono varie le modalità di impiego degli oli essenziali di lavanda. Tra le più popolari abbiamo il già citato diffusore per ambienti: è sufficiente versare poche gocce nel contenitore del dispositivo per donare alla stanza un piacevole profumo.

È possibile l’utilizzo topico, ma sempre mescolando qualche goccia di essenza con 100 ml di olio vegetale. Questo vale specialmente per gli oli essenziali meno delicati, che non vanno adoperati direttamente a contatto con l’epidermide. Ad ogni modo, dall’unione di olio essenziale di lavanda e olio vegetale nasce un cosmetico homemade ottimo per i massaggi.

Un’altra soluzione è versare l’olio essenziale di lavanda nell’acqua della vasca, per un bagno caldo in pieno relax. Non dimentichiamo il fazzoletto inumidito con l’essenza, da collocare sul cuscino o sul comodino.

La distillazione in corrente di vapore

I tre oli essenziali di lavanda che abbiamo descritto si ricavano con distillazione in corrente di vapore.

Della Lavandula angustifolia si usano le sommità fiorite, della Lavandula hybrida le spighe e gli steli, della Lavandula latifolia i fiori come per quella officinale. Il vapore passa attraverso le parti della pianta inserite nel distillatore, e alla fine fuoriesce l’essenza.