Come usare gli oli essenziali: consigli, curiosità e errori da evitare

Come usare gli oli essenziali: consigli, curiosità e errori da evitare

Per quale motivo gli oli essenziali vengono proposti e conservati all’interno di bottiglie e flaconi di vetro scuro? Non si tratta di una questione estetica, ma di una necessità che deriva dalle caratteristiche peculiari di questi prodotti, che sono particolarmente sensibili all’umidità, all’ossigeno, alla luce e al calore. Inoltre, gli oli essenziali tendono a evaporare con rapidità: ecco perché c’è bisogno di un tappo a tenuta stagna. I contenitori in plastica non vanno bene, mentre la temperatura ambiente di conservazione deve essere di circa 16 gradi. Queste sono solo alcune delle numerose precauzioni che è indispensabile tenere in considerazione nel momento in cui si decide di acquistare un olio essenziale: a volte, infatti, si commettono errori che rischiano di pregiudicare l’efficacia di questi prodotti.

I suggerimenti per un acquisto oculato

Se si ha in mente di comprare un olio essenziale, è opportuno verificare che la sua provenienza sia attendibile: da questo punto di vista, è meglio tenersi alla larga dagli oli che provengono dalla Cina. Ovviamente occorre accertarsi che il prodotto non sia scaduto e che, come detto, sia conservato all’interno di un contenitore di vetro scuro. Infine, gli oli essenziali migliori sono quelli che vengono estratti per corrente di vapore o per distillazione, e tale procedura deve essere indicata in etichetta; in caso contrario si ha a che fare con un olio estratto con solventi, che però è da evitare.

Le caratteristiche di un olio essenziale di qualità

Se caratterizzato da alti standard di qualità, un olio essenziale è in grado di mantenere inalterate le proprie caratteristiche nel corso degli anni. Sono di bassa qualità, invece, gli oli essenziali destinati a un uso ambientale, che sono contenuti all’interno di una boccetta trasparente e vengono estratti, in genere, tramite solventi. Quasi tutti gli oli essenziali con il passare del tempo vedono attenuarsi il proprio aroma e perdono di efficacia; la sola eccezione da questo punto di vista è rappresentata dal patchouli, che con l’età migliore.

Per quanto tempo si possono conservare gli oli essenziali

È spontaneo domandarsi, a questo punto, quanto possano durare gli oli essenziali. Come è facile intuire, dipende tutto dal tipo di olio: quelli che vengono estratti dal legno, per esempio, non deperiscono praticamente mai, mentre la durata degli oli che vengono estratti dai fiori e dalle erbe si aggira tra i 2 e i 4 anni. Un po’ inferiore è la longevità degli agrumi, che resistono non più di un paio di anni. L’importante è che la boccetta sia scura, dal momento che il passaggio della luce è in grado di modificare le proprietà degli oli.

Gli oli essenziali per uso interno

Gli oli essenziali sono sostanze con un alto contenuto di principi attivi, vale a dire molecole che, all’interno del corpo umano, sono biologicamente attive. In altri termini, si tratta di molecole che hanno la capacità di alterare i processi biochimici che si svolgono nell’organismo sia in senso positivo che in senso negativo. Per questo motivo, gli oli vanno considerati e usati come dei medicinali: il che vuol dire che se si sta assumendo un farmaco può accadere che l’ingestione di un olio essenziale interferisca con esso. Ovviamente, è opportuno verificare che sull’etichetta del prodotto non sia sconsigliato l’uso interno, privilegiando quelli certificati per uso alimentare.

Si possono usare gli oli essenziali in gravidanza?

Gli oli essenziali non dovrebbero essere utilizzati in gravidanza, e neppure nei giorni in cui si hanno le mestruazioni. La ragione di questa precauzione va individuata nel fatto che alcuni oli si caratterizzano per un effetto ormonale piuttosto potente e hanno proprietà emmenagoghe: vuol dire che incentivano il ciclo. Tra gli oli essenziali che presentano tali caratteristiche ci sono quello al ginepro, quello alla salvia, quello al basilico, quello alla maggiorana, quello alla camomilla, quello alla menta piperita, quello alla mirra e quello al finocchio. Le donne incinte dovrebbero limitarsi a impiegare gli estratti di fiori e agrumi, mentre è sconsigliato il ricorso agli estratti di erbe. È indispensabile tenersi alla larga, inoltre, dall’olio essenziale di prezzemolo, che viene ritenuto un abortivo.

Come usare gli oli essenziali sul corpo

Gli oli essenziali che devono essere applicati sulla pelle vanno abbinati a una sostanza alcalina; in alternativa è consigliabile scioglierli con un olio naturale grazie a cui la vibrazione dell’olio essenziale può essere rilasciata in maniera graduale. Gli oli essenziali puri vanno sempre diluiti all’interno di una base oleosa vegetale, come per esempio l’olio di avocado o l’olio di mandorla, di alta qualità. È necessario, invece, evitare una diretta applicazione sulla pelle. Il suggerimento è quello di inserire, in un flacone di base oleosa da 50 ml, non più di 20 gocce di olio essenziale; volendo è possibile mettere insieme anche diversi oli essenziali, fino a un massimo di 3.

Come usare gli oli essenziali per i massaggi

Per massaggiare tutto il corpo in genere bastano 4 cucchiaini della miscela di base oleosa e oli essenziali. Occorre sapere, però, che una volta incorporati all’interno di una base oleosa, gli oli essenziali devono essere utilizzati nel giro di tre mesi: con il passare del tempo, infatti, tendono a ossidarsi sempre di più. Questo è il motivo per il quale occorre limitarsi a quantità modeste. Le miscele pronte devono essere conservate all’interno di un recipiente a tenuta stagna al buio e al fresco. Solo l’olio essenziale di lavanda può essere applicato sulla pelle così com’è, senza che vi sia bisogno di mescolarlo a una base oleosa.

Come assumere gli oli essenziali

Le dosi di assunzione degli oli essenziali non devono mai superare le 2 o 3 gocce. In vista dell’uso interno, è bene diluirli: per ingerirli, è possibile mescolarli con l’olio di oliva, con l’acqua o con del succo di frutta. Senza questa precauzione, le mucose della cavità orale rischiano di andare incontro a una forte irritazione. Alcuni oli essenziali sono fotosensibili: vuol dire che possono causare un’irritazione della pelle esposta ai raggi del sole o a quelli delle lampade abbronzanti. Nel novero degli oli essenziali fotosensibili, che non devono essere applicati sulla pelle se si ha in programma di esporsi al sole, ci sono quello allo zenzero, quello al pompelmo, quello al mandarino e quello al limone.